Qual è l'impatto delle nuove strategie della Politica Agricola Comune (PAC) e del Regolamento UE sulla Deforestazione (EUDR) sull'allevamento bovino italiano nel 2026 e come prepararsi?
Il settore dell'allevamento bovino italiano nel 2026 si trova di fronte a un panorama normativo in continua evoluzione, modellato dalle nuove strategie della Politica Agricola Comune (PAC) e dall'introduzione del Regolamento UE sulla Deforestazione (EUDR). Queste normative, pur con obiettivi diversi, convergono nel definire nuove sfide e opportunità per gli allevatori, che devono adeguare le proprie pratiche per garantire sostenibilità e competitività. **Le Nuove Strategie della PAC 2026: Semplificazione e Sostenibilità** La PAC per il 2026 è stata concepita con un duplice obiettivo: semplificare la burocrazia e rafforzare la sostenibilità economica e ambientale del settore zootecnico. Le decisioni del Parlamento Europeo, adottate a dicembre 2025, delineano un quadro più favorevole per gli allevatori, cercando di tutelare il reddito e aumentare l'efficienza. Uno degli aspetti più rilevanti è la **semplificazione amministrativa**. Il Regolamento (UE) 2025/2649, noto come “Omnibus III”, in vigore dal 1° gennaio 2026, promette risparmi significativi per gli agricoltori, stimati in 1,6 miliardi di euro annui. Questa semplificazione è cruciale per ridurre gli oneri burocratici che spesso gravano sulle piccole e medie imprese agricole. Inoltre, a partire dal 2026, l'acquisto di bovini, ovini o caprini di razza pura con elevato valore genetico e destinati alla riproduzione è ora considerato spesa ammissibile, purché finalizzato a migliorare la qualità e la produttività del patrimonio zootecnico o a preservare razze rare o locali. Questo rappresenta un incentivo diretto per gli allevatori a investire nel miglioramento genetico e nella conservazione della biodiversità. Importante è anche la stabilizzazione dei pagamenti anticipati. Dal 2026, gli Organismi Pagatori devono erogare gli anticipi PAC tra il 16 ottobre e il 30 novembre, con tassi specifici: il 70% per i pagamenti diretti e l'85% per il sostegno agli interventi di sviluppo rurale. Queste misure mirano a fornire maggiore certezza finanziaria agli allevatori, permettendo una pianificazione più efficace delle attività. Infine, l'introduzione di nuovi **Eco-schemi per il benessere animale** a partire dal 2026 è un altro pilastro della PAC. La scadenza per aderire a questi schemi coincide con la presentazione della domanda unificata della PAC, con l'obiettivo di rendere il processo più coerente. Gli allevatori che aderiscono all'eco-schema con pascolamento dovranno soddisfare specifici prerequisiti, verificati tramite il portale Classyfarm, relativi all'assenza di non conformità sui requisiti legislativi (benessere animale, farmaco-sorveglianza, biosicurezza) e al soddisfacimento dei requisiti di autocontrollo. **Il Regolamento UE sulla Deforestazione (EUDR): Obblighi e Semplificazioni** Il Regolamento (UE) 2023/1115, noto come EUDR, è entrato in vigore il 29 giugno 2023 con l'obiettivo di ridurre l'impatto dei consumi europei sulla deforestazione globale. Dal 30 dicembre 2025 (e dal 30 giugno 2026 per le PMI), sarà vietato immettere sul mercato o esportare dall'UE determinate materie prime e prodotti derivati se non sono “a deforestazione zero”, prodotti legalmente nel paese d'origine e accompagnati da una dichiarazione di dovuta diligenza. Tra le materie prime coinvolte rientrano i bovini e i prodotti da essi derivati (carne, pelli, cuoio). Questo regolamento impone agli operatori di esercitare la **Due Diligence**, raccogliendo informazioni sulla provenienza dei prodotti, inclusa la geolocalizzazione precisa degli appezzamenti di produzione e la prova che la produzione non sia avvenuta su terreni deforestati dopo il 31 dicembre 2020. È essenziale valutare il rischio di non conformità e adottare misure di mitigazione adeguate. Recentemente, la Commissione Europea ha pubblicato un pacchetto di semplificazione per l'EUDR, che dovrebbe ridurre i costi di conformità annuali del 75% rispetto alle stime iniziali. Tra le modifiche più rilevanti per il settore bovino, vi è l'esclusione della pelle bovina (grezza e lavorata) e del cuoio dal perimetro del regolamento, motivata da ragioni economiche e dalle pressioni dell'industria conciaria che sostiene che la pelle sia un sottoprodotto dell'industria della carne e non un incentivo diretto alla deforestazione. **Come Prepararsi: Strategie per gli Allevatori** Per gli allevatori italiani, è fondamentale: 1. **Approfondire la conoscenza delle normative PAC**: Comprendere a fondo gli Eco-schemi e le nuove condizionalità per massimizzare i benefici dei pagamenti diretti e del sostegno allo sviluppo rurale. La certificazione per il benessere animale, in particolare, diventa un elemento chiave. 2. **Adeguarsi ai requisiti EUDR**: Nonostante le semplificazioni, la due diligence sulla provenienza della carne bovina rimane cruciale. Implementare sistemi di tracciabilità robusti e raccogliere tutte le informazioni necessarie per dimostrare la conformità ai criteri di “deforestazione zero” e legalità. Considerare l'adesione a schemi di certificazione volontari (come FSC per il legno, ma il principio si applica ad altri settori) che possono facilitare il rispetto dei requisiti EUDR. 3. **Investire in innovazione e sostenibilità**: Le nuove politiche spingono verso allevamenti più sostenibili. Tecnologie per la riduzione delle emissioni, una gestione efficiente delle risorse idriche e la produzione di biometano, come nel caso di JBS e Âmbar Energia, possono non solo migliorare l'impatto ambientale ma anche generare nuove fonti di reddito. 4. **Monitorare i mercati esteri**: L'esclusione del Brasile dall'elenco dei Paesi autorizzati a esportare carne nell'UE dal 3 settembre 2026 a causa dell'uso di antimicrobici, rappresenta una dinamica importante. Questo potrebbe influenzare l'offerta e i prezzi, creando nuove opportunità per i produttori europei, seppur con la necessità di adeguarsi a normative stringenti. Il Brasile sta già introducendo nuove procedure di ispezione per conformarsi. In sintesi, il 2026 richiede agli allevatori italiani una visione strategica che integri le esigenze di mercato con quelle normative, puntando sulla sostenibilità, la tracciabilità e l'efficienza per garantire un futuro prospero al proprio allevamento.