Come possono gli allevatori italiani affrontare i crescenti rischi sanitari, come il virus Shamonda e la lingua blu, per proteggere il bestiame e il mercato a fine 2026?

La sanità animale rappresenta una delle colonne portanti della redditività e della stabilità del settore zootecnico italiano. A fine settembre 2026, gli allevatori si trovano a confrontarsi con crescenti rischi sanitari che, se non gestiti con prontezza ed efficacia, possono avere ripercussioni significative su bestiame e mercati. La diffusione di virus come Shamonda in Europa e la persistente minaccia della Lingua Blu richiedono un approccio proattivo e una costante vigilanza. Il **virus Shamonda (SHAV)** è emerso come una nuova preoccupazione per l'Europa nell'estate del 2026. Dopo i primi riscontri in Francia a giugno 2026 e successivamente in Spagna, Svizzera, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Liechtenstein e Austria, a fine agosto e settembre 2026 sono stati confermati i primi casi anche in Italia, in particolare in allevamenti di vacche da latte nelle province di Trento e Bolzano e in capi di provenienza francese. Questo virus, che appartiene allo stesso sierogruppo del virus Schmallenberg, è trasmesso da insetti vettori, i Culicoides, gli stessi moscerini ematofagi responsabili della Lingua Blu. I bovini sono considerati gli ospiti principali, manifestando prevalentemente febbre, diarrea, una significativa riduzione della produzione di latte e, in alcuni casi, aborto. Sebbene la mortalità negli adulti sia generalmente bassa, il danno economico principale deriva dagli effetti sulle gravidanze, con aborti e malformazioni fetali che possono incidere in modo rilevante sui risultati aziendali, soprattutto negli allevamenti da latte e da riproduzione. Attualmente, il virus Shamonda non è soggetto a obbligo di notifica né a misure ufficiali di sorveglianza e controllo in Italia, il che significa nessuna restrizione alla movimentazione o abbattimenti forzati. Tuttavia, il Ministero della Salute ha diramato una nota informativa e raccomanda agli allevatori di segnalare tempestivamente al veterinario aziendale eventuali manifestazioni cliniche. La **Lingua Blu** (Bluetongue), sebbene la notizia fornita si riferisca a un aumento della pressione nel Regno Unito, rimane una minaccia endemica in diverse aree dell'Europa e, di riflesso, anche per l'Italia, dato il suo carattere di malattia trasmessa da vettori e le movimentazioni di animali. La sua presenza può portare a restrizioni commerciali, perdite di produttività, problemi di benessere animale e, nei casi più gravi, mortalità. Entrambi i virus sottolineano l'importanza di misure preventive per contrastare la diffusione degli insetti vettori. Per affrontare efficacemente questi rischi, gli allevatori italiani devono implementare una serie di **strategie preventive e di gestione**: 1. **Rafforzamento della Biosicurezza Aziendale**: È fondamentale mettere in atto protocolli stringenti per controllare l'accesso di animali esterni all'allevamento, gestire i movimenti interni e prevenire l'ingresso di veicoli e persone non autorizzate. La disinfezione regolare degli ambienti e delle attrezzature è una pratica basilare. Controlli sui vettori, come i Culicoides, sono cruciali. Ciò include l'uso di insetticidi e repellenti, la rimozione di ristagni d'acqua che possono favorire la proliferazione degli insetti e, se possibile, la protezione fisica degli animali durante i periodi di maggiore attività dei vettori. 2. **Monitoraggio e Segnalazione Precoce**: Gli allevatori devono essere formati per riconoscere i primi sintomi di queste malattie (febbre, diarrea, calo della produzione lattea, aborti, malformazioni fetali). Una diagnosi tempestiva da parte del veterinario aziendale è fondamentale per limitare la diffusione del virus all'interno della mandria e per adottare le misure più appropriate. La collaborazione con il veterinario è imprescindibile per qualsiasi sospetto, anche in assenza di obblighi di notifica specifici per lo Shamonda. 3. **Salute del Bestiame e Programmi Vaccinali**: Mantenere il bestiame in condizioni ottimali di salute attraverso una corretta alimentazione e gestione dello stress rafforza il sistema immunitario degli animali. Laddove disponibili e approvati, i programmi vaccinali contro la Lingua Blu devono essere scrupolosamente seguiti. Per virus come Shamonda, per il quale non è ancora disponibile un vaccino specifico o un trattamento antivirale, l'attenzione si sposta interamente sulle misure di contenimento dei vettori e sul supporto sintomatico agli animali colpiti. 4. **Formazione e Aggiornamento Continuo**: Gli allevatori devono rimanere costantemente aggiornati sulle nuove minacce sanitarie e sulle migliori pratiche di prevenzione. Piattaforme come Borsa Bovini e le associazioni di categoria sono fonti preziose di informazioni e linee guida. 5. **Collaborazione con le Autorità e Ricerca**: Il Ministero della Salute, gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali e le istituzioni di ricerca stanno monitorando attivamente la situazione. Partecipare a programmi di sorveglianza e fornire dati accurati può contribuire a una migliore comprensione e gestione delle epidemie future. Sebbene il virus Shamonda non sia una zoonosi (non trasmissibile all'uomo), la ricerca sulla sua patogenicità e diffusione è ancora in corso, come sottolineato dagli esperti dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise. In conclusione, la comparsa di virus come Shamonda e la persistenza della Lingua Blu richiedono agli allevatori italiani una maggiore consapevolezza e l'adozione di un approccio integrato alla sanità animale. La prevenzione, la sorveglianza attiva e una stretta collaborazione con i professionisti della salute animale e le istituzioni sono le chiavi per proteggere il bestiame, salvaguardare la produttività aziendale e mantenere la competitività del mercato bovino italiano in questo scenario di crescenti sfide sanitarie.

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