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Confcooperative Agroalimentare e Pesca, Drei eletto presidente: «Più aggregazioni per competere»

Fonte: Terre e Vita··5 min di lettura
Confcooperative Agroalimentare e Pesca, Drei eletto presidente: «Più aggregazioni per competere»
Fondi PAC e innovazione: cooperazione agricola nel Mantovano.

L'elezione di Maurizio Drei alla presidenza di Confcooperative Agroalimentare e Pesca segna un momento cruciale per il settore primario italiano. Con un mandato chiaro e ambizioso, il neopresidente ha immediatamente rilanciato una strategia focalizzata su punti nevralgici per la competitività e la sostenibilità delle imprese agricole e della pesca italiane, ponendo l'accento sulla necessità di maggiori aggregazioni come via maestra per affrontare le sfide del mercato globale.

Confcooperative Agroalimentare e Pesca rappresenta una forza economica imponente nel panorama nazionale, con un valore complessivo che sfiora i 38 miliardi di euro e una quota superiore al 20% del Made in Italy agroalimentare. Questo dato evidenzia non solo la sua influenza, ma anche la responsabilità nel guidare un settore fondamentale per l'economia e l'identità del Paese. La rinnovata federazione, che ha anche modificato la propria denominazione per riflettere un campo d'azione più ampio e integrato, si propone ora di consolidare la propria posizione e di rafforzare il tessuto produttivo delle cooperative associate.

La Sfida dell'Aggregazione: Una Necessità per la Competitività

Il richiamo all'aggregazione lanciato da Maurizio Drei non è un semplice slogan, ma una lucida analisi delle dinamiche di mercato attuali. In un contesto globale sempre più competitivo, caratterizzato da grandi player e filiere sempre più integrate, le singole aziende, specialmente quelle di piccole e medie dimensioni che costituiscono la spina dorsale dell'agricoltura italiana, rischiano di trovarsi in una posizione di svantaggio. L'unione fa la forza, e nel settore agroalimentare questo principio si traduce in vantaggi concreti:

  • Maggiore potere contrattuale: Le cooperative aggregate possono negoziare prezzi migliori per l'acquisto di input (mangimi, sementi, energia) e per la vendita dei propri prodotti, garantendo margini più equi ai soci.
  • Economie di scala: La condivisione di strutture, macchinari, know-how e servizi (logistica, marketing, ricerca e sviluppo) permette di ridurre i costi di produzione e migliorare l'efficienza.
  • Accesso a nuovi mercati: Insieme è più facile affrontare investimenti necessari per l'export, partecipare a fiere internazionali e sviluppare strategie di commercializzazione più efficaci, anche nel settore del bestiame e delle carni pregiate.
  • Innovazione e sostenibilità: La possibilità di investire congiuntamente in tecnologie all'avanguardia, ricerca genetica per migliorare la qualità del bestiame o in pratiche agricole sostenibili è facilitata dall'aggregazione.
Per gli allevatori di bovini, questo significa poter contare su una filiera più coesa, capace di valorizzare le produzioni di qualità, affrontare le fluttuazioni dei prezzi e garantire una maggiore stabilità economica. L'aggregazione può supportare la creazione di marchi collettivi, la certificazione delle produzioni (IGP, DOP) e la promozione congiunta della carne italiana e dei suoi derivati.

Le Colonne Portanti della Strategia: PAC, Semplificazione e Ricambio Generazionale

Oltre all'aggregazione, la nuova presidenza ha individuato altre tre aree strategiche di intervento, tutte di fondamentale importanza per il futuro del settore zootecnico italiano.

La Politica Agricola Comune (PAC) resta un pilastro irrinunciabile per il sostegno al reddito degli agricoltori e per la promozione di pratiche sostenibili. Confcooperative Agroalimentare e Pesca si impegna a monitorare attentamente l'attuazione della nuova PAC, in particolare per quanto riguarda i pagamenti diretti accoppiati (essenziali per settori ad alta intensità di capitale come l'allevamento), gli eco-schemi che premiano pratiche virtuose legate al benessere animale e alla gestione del pascolo, e i fondi per lo sviluppo rurale. La federazione sarà un interlocutore chiave con le istituzioni per assicurare che le politiche europee rispondano alle reali esigenze degli allevatori italiani, garantendo un equilibrio tra sostenibilità ambientale ed economica.

La semplificazione burocratica è un'istanza che risuona da anni tra gli agricoltori, spesso oppressi da un carico amministrativo eccessivo che sottrae tempo e risorse preziose all'attività produttiva. Confcooperative si farà portavoce per la revisione e l'alleggerimento di normative complesse relative a permessi, controlli, dichiarazioni e accesso ai bandi. Per gli allevatori, la semplificazione potrebbe tradursi in meno tempo passato dietro a scartoffie e più tempo dedicato alla cura del bestiame e alla gestione aziendale, un beneficio non indifferente in un settore che richiede presenza e dedizione costanti.

Infine, il ricambio generazionale è una sfida critica. L'età media degli agricoltori italiani è elevata, e attrarre giovani verso l'agricoltura e l'allevamento è vitale per il futuro del settore. Confcooperative intende promuovere politiche e iniziative che facilitino l'ingresso dei giovani in agricoltura, attraverso l'accesso al credito, la formazione specifica, l'innovazione tecnologica e la valorizzazione delle competenze. Per il settore bovino, ciò significa anche incentivare l'adozione di nuove tecnologie per la gestione degli allevamenti, promuovere percorsi di formazione che coniughino tradizione e innovazione, e comunicare l'importanza e la dignità del mestiere dell'allevatore moderno, capace di coniugare produzione di qualità, benessere animale e rispetto dell'ambiente.

Cosa significa per gli allevatori di bovini

L'elezione di Maurizio Drei e la rinnovata agenda di Confcooperative Agroalimentare e Pesca offrono un chiaro segnale di direzione per gli allevatori italiani. La spinta verso maggiori aggregazioni non deve essere vista come una costrizione, ma come un'opportunità strategica per rafforzare la propria posizione sul mercato, ottenere condizioni più vantaggiose e investire in un futuro più stabile. Partecipare attivamente alla vita cooperativa, o considerare forme di associazione, può migliorare significativamente la capacità competitiva delle singole aziende, sia per la produzione di carne che di latte.

La rappresentanza di Confcooperative nel dialogo con le istituzioni europee e nazionali sulla PAC è fondamentale per garantire che le risorse e le politiche siano allineate alle necessità del settore zootecnico. Gli allevatori dovrebbero rimanere informati sulle proposte della federazione e partecipare ai momenti di confronto per portare le proprie istanze.

Infine, l'attenzione alla semplificazione e al ricambio generazionale sono aspetti che possono alleggerire il carico quotidiano e garantire un futuro all'impresa agricola. Investire nella formazione dei giovani, nella tecnologia e nell'innovazione non è solo una scelta lungimirante, ma un elemento essenziale per la sopravvivenza e la prosperità degli allevamenti italiani. In sintesi, la nuova presidenza di Confcooperative Agroalimentare e Pesca si propone come un punto di riferimento solido e proattivo per tutti gli operatori, chiamati a cogliere le opportunità di un percorso condiviso verso una maggiore forza e resilienza del Made in Italy agroalimentare.

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