Silenzio negli allevamenti: il nuovo Eco-schema 1 ridefinisce le regole per la riduzione degli antibiotici
Il settore zootecnico italiano si prepara ad affrontare nuove sfide e opportunità con l'introduzione di significative modifiche all'Eco-schema 1 della Politica Agricola Comune (PAC). Un recente decreto interministeriale, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, ha infatti aggiornato i parametri per i pagamenti legati alla riduzione dell'antimicrobico-resistenza, intervenendo su soglie specifiche per i suini e rivedendo quelle per la linea vacca-vitello e per alcune categorie di bovini da carne. Questa revisione, che sostituisce integralmente la tabella dell'allegato XI del decreto sui pagamenti diretti della PAC del 23 dicembre 2022, è frutto di una clausola di revisione inserita nel Piano Strategico della PAC, pensata per adeguare le percentuali di riduzione e i valori di riferimento in base all'andamento dei consumi e all'adesione delle aziende. L'obiettivo primario rimane la promozione di un modello allevatoriale più sostenibile, l'innalzamento della qualità e salubrità delle produzioni agroalimentari e, cruciale, la riduzione dell'antibiotico-resistenza (AMR), un fenomeno che l'Italia sta contrastando con impegno, avendo già dimezzato l'uso di antibiotici veterinari dal 2010 e raggiunto l'85% del target previsto dalla strategia Farm to Fork.
Nuove soglie e filiere coinvolte: un'analisi dettagliata
Il cuore del nuovo decreto risiede nell'introduzione di soglie più precise e mirate per diverse categorie animali. Una delle novità più rilevanti riguarda il settore suinicolo, per il quale è stata finalmente definita una soglia specifica, pari a 70, per gli animali dallo svezzamento fino a 70 giorni (orientamento produttivo "Suina Svezzamento"). Questa era una criticità sentita dagli operatori, che ora hanno un parametro chiaro su cui basare le proprie strategie di gestione sanitaria.
Per quanto riguarda i bovini, le modifiche interessano principalmente due ambiti. Per la linea vacca-vitello, la soglia è stata fissata a 3. Questa revisione tiene conto delle peculiarità di alcune razze, dove l'uso di trattamenti farmacologici e antimicrobici può essere strettamente legato a problematiche connesse al parto, rendendo difficile un confronto diretto con altre fattrici da carne. L'intento è quindi quello di fornire un parametro più equo e rappresentativo della realtà di questi allevamenti. Inoltre, è stato uniformato il trattamento delle categorie bovine "Carne misto" e "Carne altro", entrambe associate a una soglia pari a 3, considerando l'analogia tra i rispettivi cicli di allevamento. Rimane invariata la soglia per i bovini da latte, pari a 3.00, e per la carne rossa, fissata a 5.00.
Queste soglie, espresse in termini di DDD (Defined Daily Dose), non introducono limiti generali all'impiego degli antibiotici, ma servono a valutare l'accesso ai pagamenti previsti dall'Eco-schema 1. Gli allevamenti ammissibili sono quelli che, alla fine dell'anno solare della domanda di aiuto, registrano valori di DDD uguali o inferiori alla soglia prevista, oppure, se superiori, li riducono di almeno il 10% rispetto al consumo aziendale registrato nel 2022. Il sistema ClassyFarm, gestito dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna, continua a rivestire un ruolo centrale, elaborando i dati sanitari e categorizzando gli allevamenti in base al rischio per verificare il rispetto degli impegni.
Eco-schema 1: un impegno su due livelli per la sostenibilità
L'Eco-schema 1, uno dei cinque regimi ecologici previsti dal Piano Strategico della PAC 2023-2027 per l'Italia, è di fondamentale importanza, rappresentando l'intervento più significativo in termini di dotazione finanziaria. Il suo obiettivo è incentivare pratiche agricole sostenibili nel settore zootecnico, mirando non solo alla riduzione dell'antimicrobico-resistenza ma anche al miglioramento del benessere animale.
L'Eco-schema è articolato su due livelli distinti ma sinergici:
- Livello 1 - Riduzione dell'antimicrobico resistenza (AMR): si concentra sulla diminuzione dell'uso degli antibiotici negli allevamenti, con la verifica dei parametri tramite ClassyFarm.
- Livello 2 - Adesione al Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA) con pascolamento: richiede, oltre alla riduzione degli antimicrobici, il rispetto di requisiti aggiuntivi legati al benessere animale, incluso l'obbligo di pascolamento e l'adesione al SQNBA. Sono ammessi al Livello 2 gli allevamenti bovini (da latte, da carne e a duplice attitudine) e suini, con deroghe per i piccoli allevamenti bovini e quelli biologici.
Cosa significa per gli allevatori di bovini italiani
Le nuove soglie e le revisioni normative dell'Eco-schema 1 rappresentano un punto di svolta per gli allevatori di bovini in Italia. In particolare, la differenziazione delle soglie per la linea vacca-vitello e per le categorie "Carne misto" e "Carne altro" riconosce le specificità di questi sistemi produttivi, permettendo un approccio più realistico e meno penalizzante. Gli allevatori di vacche nutrici, ad esempio, potranno beneficiare di parametri più adeguati alle loro esigenze, considerando che i trattamenti farmacologici possono essere spesso correlati a eventi naturali come il parto.
Per gli operatori, è fondamentale monitorare attentamente i consumi di antibiotici tramite il sistema ClassyFarm e, se necessario, adeguare le proprie pratiche di gestione e biosicurezza per rientrare nelle nuove soglie o per raggiungere la percentuale di riduzione richiesta. L'adesione a questo eco-schema non è solo un modo per accedere a finanziamenti PAC, ma rappresenta anche un'opportunità strategica per migliorare la sostenibilità e la salubrità delle produzioni, rispondendo alle crescenti richieste dei consumatori e del mercato.
In un contesto dove l'antibiotico-resistenza è una preoccupazione globale, l'impegno degli allevatori italiani attraverso l'Eco-schema 1 li posiziona all'avanguardia in Europa, valorizzando il loro ruolo nella produzione di carne e latte di alta qualità, con un occhio di riguardo alla salute animale e pubblica. È consigliabile per gli allevatori consultare regolarmente il proprio veterinario aziendale e le associazioni di categoria per interpretare al meglio le nuove disposizioni e massimizzare i benefici derivanti dall'adesione all'Eco-schema 1. La collaborazione tra allevatori, veterinari e istituzioni è la chiave per un futuro più sostenibile e responsabile per la zootecnia italiana.
