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La FDA approva KetoMed per la febbre nei bovini con BRD

Fonte: Beef Magazine··6 min di lettura
La FDA approva KetoMed per la febbre nei bovini con BRD
Salute animale: un veterinario applica nuove terapie contro la BRD.

Borsa Bovini: La tua guida nel mercato zootecnico italiano

Ketoprofene Generico per la Febbre da BRD: La Nuova Approvazione FDA Rafforza l'Approccio al Benessere Animale

L'industria zootecnica globale è in costante ricerca di soluzioni innovative e più accessibili per migliorare la salute e il benessere degli animali. In questo contesto, arriva dagli Stati Uniti una notizia di rilievo: la Food and Drug Administration (FDA) ha concesso un'approvazione supplementare per KetoMed (ketoprofene iniettabile generico), destinandolo al controllo della febbre associata alla Broncopolmonite Infettiva Bovina (BRD) in bovini da carne e da latte, con specifiche esclusioni. Questa decisione segna un passo avanti importante nella gestione di una delle patologie più impattanti a livello economico e di benessere animale, sottolineando l'importanza degli antinfiammatori non steroidei (FANS) in una strategia terapeutica moderna.

La BRD: Una Sfida Costante per gli Allevamenti

La Broncopolmonite Infettiva Bovina (BRD), comunemente nota come "febbre da trasporto" o "polmonite da vitelli", rappresenta una delle principali cause di morbilità e mortalità negli allevamenti bovini a livello mondiale. In Italia, la situazione non è differente. Studi recenti hanno evidenziato un'elevata prevalenza di lesioni polmonari associate alla BRD, con un impatto significativo sulla salute degli animali e sulle performance produttive. Ad esempio, una ricerca condotta nell'Italia nord-orientale ha rivelato una prevalenza del 64% di lesioni polmonari associate alla BRD al macello in bovini da carne, mentre un altro studio nel nord-ovest ha riscontrato segni clinici di BRD nel 57,2% degli animali.

La BRD è una sindrome multifattoriale, spesso scatenata da stress (come il trasporto, lo svezzamento, il raggruppamento) che indebolisce le difese immunitarie, rendendo i vitelli suscettibili a un'ampia gamma di agenti patogeni virali (ad es. BRSV, BPIV3, Bovine Coronavirus) e batterici (come Mannheimia haemolytica, Pasteurella multocida, Histophilus somni, Mycoplasma bovis). I sintomi includono tosse, scolo nasale e oculare, difficoltà respiratorie e, in modo significativo, febbre (piressia). La febbre, oltre a essere un indicatore di malattia, contribuisce al malessere generale dell'animale, riducendone l'appetito, l'accrescimento e la produttività, e prolungando i tempi di recupero. Il controllo efficace della febbre è, pertanto, cruciale non solo per il benessere dell'animale, ma anche per minimizzare le perdite economiche.

Ketoprofene: Un Pilastro nella Terapia Antinfiammatoria

Il ketoprofene è un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS) ampiamente utilizzato in medicina veterinaria per le sue proprietà anti-infiammatorie, analgesiche e antipiretiche. Agisce inibendo la produzione di prostaglandine, sostanze endogene che giocano un ruolo chiave nei processi infiammatori, nel dolore e nella febbre. L'approvazione di una versione generica come KetoMed negli Stati Uniti è significativa perché rende disponibile una terapia efficace a un costo potenzialmente inferiore, aumentandone l'accessibilità per gli allevatori. Negli USA, KetoMed è indicato per bovini da carne (manze, tori, vitelli di almeno 2 mesi) e manze e tori da rimonta, ma non è destinato a bovini riproduttori di età superiore a un anno, vitelli da latte, vitelli da carne o vitelli di età inferiore a due mesi, né a vacche da latte in lattazione. Viene somministrato per via sottocutanea una volta al giorno per un massimo di tre giorni se la febbre persiste, con un periodo di sospensione per la carne di 48 ore.

È importante sottolineare che il ketoprofene come principio attivo è già ampiamente utilizzato e autorizzato in Europa e in Italia per diverse specie, inclusi i bovini. Ad esempio, prodotti a base di ketoprofene 100 mg/ml sono disponibili sul mercato italiano per bovini, cavalli e suini, con indicazioni che includono il trattamento antinfiammatorio e antipiretico delle infezioni respiratorie, in combinazione con una terapia antibiotica appropriata. Un ketoprofene iniettabile generico al 15% (come Labiprofen) è stato lanciato in diversi paesi europei, inclusa l'Italia, già dal 2020, offrendo vantaggi in termini di disponibilità e prezzo competitivo.

Inoltre, il quadro normativo europeo ha definito i limiti massimi di residui (LMR) per il ketoprofene in carne, grasso, frattaglie e latte derivati da tutti i ruminanti (incluse vacche e pecore), suini e cavalli, con applicazione dal 24 giugno 2025. Precedentemente, per bovini, suini e cavalli era indicata la dicitura "nessun LMR richiesto". Questo consolidamento normativo garantisce la sicurezza alimentare e facilita l'uso responsabile del farmaco.

Implicazioni per il Settore Zootecnico Italiano

L'approvazione di un generico di ketoprofene negli Stati Uniti rafforza la tendenza globale verso l'ottimizzazione dell'uso degli antimicrobici e il miglioramento del benessere animale, strategie che sono già al centro dell'attenzione in Europa. L'Unione Europea, attraverso iniziative come l'European Bovine Health Monitoring Platform e la Commissione Europea con la sua Animal Welfare Strategy 2023, raccomanda sempre più l'uso di FANS come terapia adiuvante agli antibiotici nei casi di BRD da moderata a grave.

In Italia, dove gli allevamenti di vitelli da latte intensivi nella Pianura Padana e le operazioni di finissaggio della carne nel sud rappresentano settori chiave, l'adozione di terapie combinate (antibiotici con FANS) sta crescendo per migliorare l'efficacia del trattamento. L'impiego di FANS come il ketoprofene in combinazione con gli antibiotici non mira solo a ridurre la febbre e l'infiammazione, ma anche a migliorare il comfort dell'animale, il suo appetito e, di conseguenza, la sua capacità di recupero e le performance produttive. Sebbene alcune meta-analisi europee abbiano evidenziato che l'aggiunta di FANS agli antimicrobici non abbia ridotto significativamente il tasso di "ri-trattamento" (ovvero la necessità di ulteriori terapie), è fondamentale considerare che i FANS forniscono benefici diretti come analgesia e riduzione della febbre, che non sono sempre catturati dalla metrica del ri-trattamento. Questi benefici sono cruciali per il benessere animale e per la ripresa funzionale.

La disponibilità di opzioni generiche, come quella approvata dalla FDA, può contribuire a ridurre i costi complessivi della gestione della BRD per gli allevatori. Questo è un fattore non trascurabile, considerando l'impatto economico già elevato della malattia, che include costi diretti di trattamento e perdite di produzione future.

Cosa significa per gli allevatori italiani

Per gli allevatori italiani, la notizia dall'FDA, pur riguardando un'approvazione specifica per il mercato statunitense, è un ulteriore segnale dell'importanza crescente del ketoprofene e, più in generale, degli antinfiammatori non steroidei (FANS) nella gestione moderna della BRD.

  1. Conferma dell'Efficacia: L'approvazione FDA rafforza la fiducia nell'efficacia del ketoprofene per il controllo della febbre e dell'infiammazione associate alla BRD, un approccio terapeutico già consolidato e raccomandato anche in Italia.
  2. Focus sul Benessere Animale: L'uso di FANS come il ketoprofene è fondamentale per alleviare il dolore e il malessere dei bovini affetti da BRD, un aspetto sempre più rilevante per la sostenibilità e l'accettazione sociale degli allevamenti. Un animale che soffre meno recupera più in fretta e con minori conseguenze.
  3. Strategie di Riduzione degli Antibiotici: Integrando i FANS nel protocollo terapeutico, si può migliorare l'efficacia del trattamento complessivo, potenzialmente riducendo la necessità di trattamenti antibiotici ripetuti o prolungati, in linea con gli obiettivi di riduzione dell'uso di antimicrobici.
  4. Costi e Accessibilità: Sebbene prodotti a base di ketoprofene siano già disponibili in Italia, la tendenza globale verso i farmaci generici indica un potenziale per una maggiore accessibilità e costi più contenuti a lungo termine. Questo può tradursi in un miglioramento della marginalità per gli allevatori.
  5. Dialogo con il Veterinario: È essenziale consultare il proprio veterinario per l'implementazione dei protocolli terapeutici che includano i FANS. Solo il professionista può effettuare una diagnosi accurata della BRD, valutare le condizioni specifiche dell'animale e della mandria, e prescrivere il trattamento più appropriato, considerando anche i periodi di sospensione e le eventuali limitazioni d'uso (ad esempio, per le vacche in lattazione o i vitelli più giovani, che richiedono specifiche attenzioni).
In sintesi, l'approvazione di KetoMed negli USA non introduce direttamente un nuovo prodotto nel mercato italiano, ma sottolinea l'importanza di continuare a integrare i FANS come il ketoprofene nelle strategie di trattamento della BRD, con evidenti benefici per il benessere animale e per la gestione economica degli allevamenti, in un'ottica di maggiore sostenibilità e responsabilità.

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Fonte originale

Beef Magazine: FDA approves KetoMed for fever in cattle with BRD

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