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Nel Piacentino tre nuovi laghi per l’irrigazione della Val d’Arda

Fonte: Terre e Vita··5 min di lettura

Tre Nuovi Polmoni Blu per la Val d'Arda: Un Investimento PNRR da 12,8 Milioni di Euro per la Resilienza Idrica degli Allevatori

Il Piacentino si dota di un'infrastruttura idrica all'avanguardia per contrastare gli effetti sempre più pressanti dei cambiamenti climatici sull'agricoltura. Un investimento da 12,8 milioni di euro, proveniente dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ha permesso la realizzazione di tre nuovi laghi nella Val d'Arda, con una capacità di stoccaggio complessiva di oltre 436 mila metri cubi. Questa iniziativa, promossa dal Consorzio di Bonifica di Piacenza, rappresenta un passo cruciale verso la resilienza agricola del territorio, garantendo una gestione più efficiente e sostenibile della risorsa idrica, fondamentale anche per il settore zootecnico.

I nuovi bacini, denominati Moronasco, Molinazzo (nel comune di Alseno) e Caolzio (nel territorio di Castell'Arquato), si inseriscono strategicamente a valle della diga di Mignano. La loro funzione principale è quella di recuperare le cosiddette "code irrigue", ovvero minimizzare gli sfasamenti temporali tra l'erogazione dell'acqua e la sua effettiva consegna alle aziende agricole. Questo sistema di stoccaggio diffuso sul territorio non solo incrementa la disponibilità idrica ma ottimizza l'intero sistema irriguo, un aspetto di vitale importanza in un'epoca di siccità sempre più frequenti e intense che colpiscono duramente anche l'Emilia-Romagna.

L'Importanza Strategica dell'Acqua per la Zootecnia Italiana

La disponibilità idrica è un fattore critico per l'intero comparto agroalimentare, e in particolare per la zootecnia. Gli allevamenti, infatti, dipendono strettamente dall'acqua non solo per l'abbeveraggio degli animali, ma anche per l'irrigazione delle colture foraggere destinate alla loro alimentazione e per le operazioni di pulizia e raffrescamento degli impianti. In regioni come l'Emilia-Romagna, dove la produzione di carne bovina e latticini ha un peso economico significativo, la carenza idrica può tradursi in un aumento dei costi di produzione, una riduzione della produttività degli animali e, in ultima analisi, in una minaccia alla sostenibilità economica delle aziende.

Come sottolineato da Luigi Bisi, presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza, il valore dei nuovi bacini non si limita alla capacità di stoccaggio, ma risiede soprattutto nella possibilità di gestire in modo più efficace la risorsa, rendendo l'intero sistema irriguo più efficiente. Questa maggiore efficienza è cruciale per la filiera zootecnica, che necessita di un approvvigionamento idrico costante e affidabile. La siccità, infatti, mette sotto pressione non solo le coltivazioni di mais e altri foraggi, ma anche direttamente il benessere animale, con i bovini da latte che riducono la produzione e i bovini da carne che crescono meno a causa dello stress termico.

Il PNRR e la Visione di una Gestione Idrica Circolare

Il progetto nel Piacentino si inserisce in un più ampio programma di investimenti a livello nazionale e regionale volti a rafforzare le infrastrutture idriche. Il Ministero delle Infrastrutture ha finanziato l'opera nell'ambito della Missione 2, Componente 4 del PNRR, dedicata alla "Tutela del territorio e della risorsa idrica". Questo dimostra una chiara direzione verso la mitigazione degli impatti del cambiamento climatico e l'adozione di pratiche di economia circolare. I nuovi serbatoi, infatti, sono stati realizzati con un attento bilanciamento delle terre e rocce da scavo, riutilizzando gli inerti.

Francesco Vincenzi, presidente di ANBI (Associazione Nazionale Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue), ha ribadito l'importanza di investire nell'adattamento ai cambiamenti climatici, proponendo un "piano invasi" a livello nazionale ed europeo per trattenere maggiori quantità d'acqua nei momenti di abbondanza e distribuirle quando necessarie. Questa visione è supportata anche dall'Assessore all'Agricoltura e Agroalimentare della Regione Emilia-Romagna, Alessio Mammi, che ha evidenziato come "risparmiare l'acqua significhi rendere il territorio più sicuro", annunciando ulteriori opere per circa 1 miliardo di euro finalizzate alla resilienza idrica.

Il PNRR, con circa un miliardo di euro di risorse specificamente destinate al potenziamento di invasi e sistemi di approvvigionamento per uso irriguo, potabile e misto, ha già superato i target europei, completando 48 sistemi idrici su 45 previsti. Di questi, ben 25 sono destinati prevalentemente all'uso irriguo, a testimonianza della centralità di questo aspetto per il futuro dell'agricoltura italiana.

Cosa significa per gli allevatori

Per gli allevatori italiani, e in particolare per quelli della Val d'Arda, l'inaugurazione di questi tre nuovi laghi rappresenta un segnale di speranza e un concreto passo avanti verso una maggiore sicurezza idrica. La possibilità di contare su una risorsa idrica più stabile e meglio gestita si traduce in:

  • Minore rischio di stress idrico per le colture foraggere: Ciò assicura una maggiore disponibilità di mangimi di qualità per il bestiame, riducendo la dipendenza da acquisti esterni e contenendo i costi.
  • Maggiore disponibilità di acqua per gli animali: Essenziale per il loro benessere, soprattutto durante i periodi di caldo intenso, evitando cali di produzione e problemi sanitari.
  • Maggiore resilienza aziendale: Le aziende zootecniche saranno meno vulnerabili agli eventi climatici estremi, potendo pianificare le proprie attività con maggiore certezza.
  • Efficienza e sostenibilità: L'ottimizzazione dell'uso dell'acqua contribuisce a un modello di allevamento più sostenibile, in linea con le crescenti aspettative dei consumatori e le normative europee che puntano a rafforzare la sostenibilità del settore zootecnico.
  • Investimenti per il futuro: Queste opere, definite a "fecondità ripetuta", garantiranno un servizio al territorio per generazioni, fornendo una base solida per lo sviluppo futuro della zootecnia locale.
In un contesto di crisi climatica che richiede interventi decisi e lungimiranti, l'esempio della Val d'Arda dimostra come gli investimenti in infrastrutture idriche intelligenti siano fondamentali per la sopravvivenza e la prosperità del settore primario italiano, garantendo acqua non solo per il cibo, ma per un intero sistema economico e sociale.

IrrigazionePnrrResilienza agricola

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