Il Galles punta sull'IGP: una lezione per la zootecnia italiana
Nel cuore del Galles, una nuova e significativa campagna da 300.000 sterline è stata lanciata per rafforzare l'identità e il valore dell'Agnello Gallese IGP e del Manzo Gallese IGP. L'iniziativa, denominata "Naturalmente Locale. Cerca il Logo", mira a incoraggiare i consumatori a prediligere questi prodotti, riconoscendo nel loro marchio distintivo una garanzia di origine fidata e di qualità superiore. Questo sforzo promozionale non è solo un’operazione di marketing, ma un segnale importante per l'intero settore zootecnico europeo, compreso quello italiano, evidenziando l'importanza crescente della valorizzazione dei prodotti a Indicazione Geografica Protetta (IGP).
La campagna gallese si inserisce in un contesto in cui il mercato della carne nel Regno Unito mostra dinamiche complesse. Se da un lato si registra un calo generale dei volumi di carne acquistata dal 2012, con una diminuzione del 14% complessivo e del 26% per agnello, manzo e maiale, dall'altro lato la spesa per la carne bovina è aumentata del 4,3% tra settembre 2023 e settembre 2024, trainata principalmente dall'aumento dei prezzi medi (+2,5%) e, in parte, da un incremento dei volumi acquistati. I consumatori britannici sono sempre più attenti all'aspetto del prodotto come indicatore di qualità e gusto, e la qualità e l'origine sono tra i criteri principali che guidano le decisioni di acquisto, nonostante il prezzo rimanga un fattore importante nella pianificazione iniziale. Questo scenario rende ancora più cruciale per i produttori investire nella promozione di marchi che attestino qualità e provenienza.
Il Valore della Certificazione IGP: Una Garanzia per Consumatori e Produttori
L'Indicazione Geografica Protetta (IGP), come stabilito dal Regolamento Europeo n. 1151/2012 e successive modifiche, identifica un prodotto originario di un luogo, regione o paese specifico, le cui qualità, reputazione o altre caratteristiche sono essenzialmente attribuibili all'origine geografica, e la cui produzione si svolge per almeno una delle sue fasi nella zona geografica delimitata. Questo significa che i prodotti IGP sono frutto di un connubio tra il territorio, le tradizioni e le competenze umane, offrendo ai consumatori una chiara garanzia di autenticità e standard qualitativi elevati.
In Italia, il sistema delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche è particolarmente sviluppato, con il nostro Paese che vanta il maggior numero di prodotti agroalimentari riconosciuti dall'Unione Europea. Questa ricchezza è una testimonianza dell'impegno nella tutela della tipicità e della qualità delle produzioni nazionali. Le certificazioni come la DOP e l'IGP non solo proteggono i prodotti da imitazioni e abusi, ma forniscono anche ai consumatori informazioni trasparenti sulle caratteristiche che conferiscono valore aggiunto. Per il settore delle carni fresche bovine, un esempio virtuoso è il Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale IGP, che certifica carni prodotte da bovini di razze Chianina, Marchigiana e Romagnola, nati e allevati in un'area specifica dell'Appennino Centrale.
L'iniziativa gallese di promuovere attivamente i propri prodotti IGP con una campagna mirata "Naturalmente Locale. Cerca il Logo" sottolinea come la comunicazione diretta e chiara al consumatore sia fondamentale per valorizzare queste eccellenze. Un logo distintivo sui prodotti offre ai consumatori la certezza di scegliere un prodotto di origine fidata e qualità certificata.
Contesto Europeo e Implicazioni per l'Italia
Le campagne di promozione di prodotti IGP, come quella gallese, hanno un impatto non solo a livello locale ma anche sul mercato europeo. L'Unione Europea stessa cofinanzia campagne promozionali per prodotti agricoli, sebbene ci sia un dibattito in corso sull'opportunità di destinare fondi alla promozione della carne rossa, in linea con le strategie di sostenibilità come il Green Deal europeo e la strategia "Dal produttore al consumatore". Tuttavia, è importante notare che la promozione dell'UE riflette la realtà della produzione europea, e i fondi sono spesso richiesti dagli operatori economici stessi per valorizzare i loro prodotti. Il piano europeo, in generale, punta a una maggiore informazione del consumatore verso il valore aggiunto della carne prodotta in Europa, che garantisce standard elevati di benessere animale e un minore impatto ambientale.
Per l'Italia, un paese con un forte deficit produttivo di carne bovina (circa il 60% della carne consumata proviene dall'estero), la valorizzazione delle produzioni IGP è ancora più cruciale. I consumi di carne bovina in Italia sono in calo, ma cresce l'interesse per i prodotti di qualità e certificati. Tuttavia, il numero di allevamenti specializzati è in diminuzione, e la disponibilità di capi certificabili, ad esempio per il Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale IGP, sta calando. Questo crea problematiche all'intera filiera che fatica a soddisfare le richieste del mercato, nonostante un aumento dei prezzi.
La strategia gallese di enfatizzare il logo IGP come segno di "origini fidate" e "qualità" è un esempio di come si possa contrastare la genericità del mercato e fidelizzare il consumatore. L'Italia, con le sue eccellenze come il Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale IGP (che rappresenta una piccola percentuale della carne bovina prodotta in Italia, circa il 7% del totale che può fregiarsi di un marchio europeo), deve proseguire e intensificare gli sforzi in questa direzione.
Cosa significa per gli allevatori italiani
La campagna gallese offre spunti preziosi per gli allevatori italiani che operano nel settore della carne bovina e ovina. In un mercato globale sempre più competitivo e attento alla provenienza e alla sostenibilità, investire nelle certificazioni di qualità come l'IGP non è più un optional, ma una necessità strategica.
- Valorizzazione del marchio: Il "Cerca il Logo" gallese dimostra che un marchio distintivo e ben comunicato può creare fiducia e preferenza nel consumatore. Gli allevatori italiani che producono carne bovina o ovina a marchio IGP (o DOP) dovrebbero partecipare attivamente a consorzi di tutela e promuovere in modo coeso e riconoscibile il proprio prodotto.
- Comunicazione della qualità e dell'origine: I consumatori moderni non cercano solo un prezzo conveniente, ma anche la garanzia di un prodotto sicuro, autentico e di qualità. Mettere in evidenza la tracciabilità, le pratiche di allevamento sostenibili e le caratteristiche organolettiche legate al territorio è fondamentale. Questo può includere la narrazione della storia dietro l'allevamento, il rispetto del benessere animale e l'alimentazione degli animali, come nel caso dell'agnello gallese "grass fed" che presenta livelli più elevati di proteine, acidi grassi e minerali.
- Collaborazione di filiera: L'efficacia di una campagna di promozione è massimizzata quando l'intera filiera lavora in sinergia. Dagli allevatori ai macellai, dai commercianti ai distributori, tutti devono essere coinvolti nel veicolare il messaggio di qualità e autenticità. L'esperienza di HCC (Hybu Cig Cymru), l'ente gallese di promozione delle carni, che collabora con le aziende agricole per migliorare la qualità e la salute degli animali e con tutta la catena di fornitori, ne è un esempio lampante.
- Differenziazione sul mercato: Con una quota significativa di carne bovina importata in Italia, i prodotti nazionali certificati rappresentano un'opportunità unica per distinguersi. Promuovere la carne italiana di qualità reale e distinguibile è essenziale per ridurre la dipendenza dalle importazioni e sostenere l'economia locale.
- Aumentare la produzione certificata: Di fronte al calo delle consistenze e delle certificazioni per alcuni prodotti IGP italiani, è necessario incentivare gli allevatori a produrre più capi destinati ai circuiti di qualità. Questo richiede un sostegno concreto, anche a livello politico, che leghi i premi alla produzione effettiva e all'utilizzo di circuiti di produzione certificati.