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Zootecnia, la Strategia di Bruxelles: competitività e sostenibilità a braccetto

Fonte: Terre e Vita··5 min di lettura
Zootecnia, la Strategia di Bruxelles: competitività e sostenibilità a braccetto
Mantova: Sostenibilità e competitività, la PAC post-2027 nella Pianura Padana.

La Commissione Europea ha presentato la sua prima Strategia europea dedicata al settore zootecnico, affiancata da un Piano d'azione sulle proteine. Un momento cruciale per l'agricoltura del continente, che disegna la rotta per la Politica Agricola Comune (PAC) post-2027 e si propone di affrontare le sfide economiche, ambientali e di mercato che il comparto si trova ad affrontare. Questo nuovo approccio mira a posizionare la zootecnia europea non più come una fonte di problemi, ma come una componente essenziale della sicurezza alimentare, dell'economia rurale e della vitalità dei territori.

Il settore zootecnico, con un fatturato annuale di circa 400 miliardi di euro e quasi il 40% del valore aggiunto dell'agricoltura europea, impiega circa sette milioni di persone e coinvolge quattro milioni di aziende in tutta l'Unione. È un pilastro dell'economia agricola, ma anche un settore sotto pressione a causa di fattori come la riduzione del patrimonio zootecnico, la volatilità dei mercati, i cambiamenti climatici, la diffusione delle malattie animali e l'aumento dei costi di produzione. La strategia e il piano d'azione sono il frutto di oltre un anno di consultazioni con Stati membri, organizzazioni agricole e società civile.

Pilastri di una Zootecnia Resiliente e Sostenibile

La strategia della Commissione si articola attorno a cinque priorità fondamentali, pensate per guidare le politiche comunitarie nei prossimi anni:

Innanzitutto, si mira a rafforzare la resilienza del settore e la gestione del rischio. Bruxelles intende potenziare gli strumenti esistenti per prevenire e affrontare le crisi, valutando l'introduzione di un nuovo sistema europeo di assicurazione e riassicurazione per eventi climatici e epizoozie. Saranno rafforzati anche i sistemi di sorveglianza e risposta rapida alle emergenze sanitarie, con linee guida sull'uso delle vaccinazioni e una possibile revisione delle norme vigenti in materia di vaccinazione animale.

In secondo luogo, la Commissione punta ad aumentare la competitività del comparto. Questo include il supporto all'innovazione, agli investimenti e alla redditività degli allevamenti, oltre a un maggiore allineamento degli standard produttivi a livello internazionale, in particolare sul benessere animale, nel rispetto delle regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). Viene riconosciuto un fabbisogno di investimenti superiore ai 18 miliardi di euro per sostenere la transizione verso sistemi più sostenibili, e si intende facilitare l'accesso ai finanziamenti.

Un pilastro cruciale è la promozione di una zootecnia più sostenibile, con un approccio flessibile e su misura per le diverse realtà produttive europee. Sul fronte del benessere animale, sono previste revisioni mirate della normativa. Entro la fine del 2026, si attendono proposte per galline ovaiole e polli da carne, seguite nel 2027 da una proposta per i suini, con l'obiettivo di eliminare gradualmente le gabbie. Questi cambiamenti saranno accompagnati da adeguati periodi di transizione e strumenti di sostegno economico. Verranno inoltre sviluppati metodi armonizzati per il calcolo delle emissioni di gas serra a livello di azienda, con l'ambizione di ridurle fino al 16% entro il 2035 grazie a innovazione, miglioramento genetico e alimentazione più efficiente.

La quarta priorità riguarda la valorizzazione delle diverse realtà produttive e dei territori. La Commissione riconosce il ruolo strategico dell'allevamento nel mantenere la vitalità delle aree rurali e intende sostenere gli allevamenti nelle regioni più vulnerabili, come quelle montane o a rischio di spopolamento. Si ipotizza anche lo sviluppo di una rete di macelli mobili o di piccole dimensioni per ridurre il trasporto degli animali e rafforzare le filiere locali.

Infine, si intende rafforzare l'eccellenza delle produzioni europee. Questo si tradurrà in un maggiore impulso all'etichettatura di origine, ai sistemi di qualità, alle indicazioni geografiche e alla promozione dei prodotti zootecnici dell'UE sui mercati internazionali. È in discussione anche la creazione di un nuovo marchio volontario "European Excellence", destinato a identificare produzioni con elevati standard ambientali, di sostenibilità e di benessere animale.

Il Piano d'Azione sulle Proteine: Verso l'Autonomia Strategica

Parallelamente alla strategia zootecnica, il Piano d'azione sulle proteine è un elemento chiave per ridurre la dipendenza dell'UE dalle importazioni di mangimi proteici. Attualmente, solo il 25% dei semi oleosi e delle colture proteiche utilizzati per l'alimentazione animale nell'UE è prodotto all'interno dell'Unione. L'obiettivo ambizioso è portare questa quota al 35% entro il 2035.

Questo piano prevede incentivi alla coltivazione di leguminose e soia europea, investimenti negli impianti di trasformazione, sostegno alle filiere locali e una maggiore trasparenza sull'origine delle proteine utilizzate nei prodotti alimentari. Il rafforzamento della filiera proteica continentale è visto come un passo fondamentale per la sicurezza alimentare e l'autonomia strategica dell'Europa.

Nonostante l'entusiasmo di parte del settore, alcune associazioni ambientaliste hanno espresso critiche, sostenendo che la strategia non contenga obiettivi vincolanti per la riduzione delle emissioni di gas serra, in particolare il metano, e che si concentri eccessivamente su soluzioni tecnologiche senza affrontare i nodi strutturali degli allevamenti intensivi. Anche la mancanza di un piano di finanziamento credibile per la transizione verso il benessere animale è stata evidenziata come una debolezza.

Cosa significa per gli allevatori italiani di bovini

Per gli allevatori italiani di bovini, questa strategia europea rappresenta un quadro di riferimento fondamentale per il futuro prossimo e la PAC post-2027. L'accento sulla competitività e la sostenibilità richiederà un impegno costante verso l'innovazione, l'efficienza produttiva e l'adozione di pratiche che migliorino il benessere animale e riducano l'impatto ambientale. Gli investimenti in biosicurezza e in tecnologie per la gestione dei reflui e delle emissioni diventeranno sempre più prioritari.

Il focus sull'autonomia proteica potrebbe tradursi in nuove opportunità per la produzione di foraggi e colture proteiche a livello nazionale e locale, riducendo la dipendenza da mercati esteri e stabilizzando i costi dei mangimi, aspetto particolarmente rilevante per le filiere bovine da carne e latte. Sarà cruciale per gli allevatori informarsi sugli strumenti di sostegno finanziario previsti e sui fondi specifici che verranno messi a disposizione per la transizione.

La valorizzazione delle produzioni europee con etichette di origine e sistemi di qualità è un'opportunità significativa per il Made in Italy della zootecnia bovina, che già vanta eccellenze riconosciute. Gli allevatori dovranno prepararsi a un contesto normativo in evoluzione, che richiederà adattamenti gestionali e strutturali, ma che, se ben accompagnato da politiche nazionali e supporto economico, potrà rafforzare la posizione strategica e la redditività delle loro imprese, garantendo prodotti di alta qualità e sicurezza alimentare ai consumatori.

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